di Giuseppe Longo
POZZUOLO – Non so chi abbia coniato per Pozzuolo del Friuli, ed è irrilevante, l’appellativo di “cittadella dell’opera”, ma debbo riconoscere che ha avuto un’idea davvero geniale. Operaprima-Wien, con la direzione artistica del concittadino Tiziano Duca, porta infatti da nove anni sul territorio, in un teatro a “cielo aperto”, i grandi titoli del melodramma italiano, coinvolgendo la comunità, davvero esemplare, nelle diverse fasi della produzione. Anno dopo anno il successo è così lievitato, tributato da un pubblico sempre più folto, entusiasta e caloroso.
E per “Madama Butterfly”, l’ultimo allestimento nell’ambito del Progetto Puccini che l’anno scorso aveva portato in scena “Turandot”, è stato un vero trionfo. La terza e ultima rappresentazione della tragedia giapponese in due atti su libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, è stata, infatti, applaudita da diverse centinaia di persone che riempivano l’ampia platea e le tribune di villa Gradenigo-Sabbatini, ancora una volta messa a disposizione ben volentieri dalla Regione Fvg attraverso l’Ersa, facendo dimenticare la grande delusione che il temporale scoppiato al debutto dell’opera aveva inevitabilmente innescato, causandone l’interruzione. Insomma, un meritato, anzi meritatissimo, successo per il lavoro pucciniano che ha visto partecipe, con grande entusiasmo e senza risparmio di energie e di tempo, praticamente tutto il volontariato del paesotto alle porte di Udine. Bastava, infatti, scorrere le ultime pagine del curatissimo programma di sala per rendersi conto del ciclopico dispiegamento di menti e di braccia volenterose sotto la guida dell’associazione del belcanto, dalla compagine dirigenziale coordinata dal maestro Duca all’orchestra e al coro, per continuare con attori, comparse, sartoria e scenografia, nonché l’allestimento della mostra dedicata al Genio di Torre del Lago nella vicina “Palacine”.
Alla “prima” la rappresentazione era stata interrotta a pochi minuti dell’avvio del secondo atto quando il soprano, bravissimo, cantava una fra le più belle arie – no, sicuramente la più nota e amata! – dell’intero capolavoro; “Un bel dì, vedremo”. Parole rivelatesi “profetiche”, perché dopo la sfortunata partenza, il riscatto è arrivato fin dalla prima replica, divenendo totale e davvero premiante alla seconda di martedì scorso, quando, come dicevo, la terza e ultima rappresentazione è stata accolta e salutata da un vero trionfo di pubblico e sicuramente anche di critica. Perché un lavoro così imponente e appassionato non può non essere valutato in termini positivi e lusinghieri.
Tutti sono stati all’altezza dell’importantissimo compito loro assegnato, dai cantanti all’orchestra, al coro diretto da Sabina Arru, a tutti coloro che hanno assicurato la complessa e pur delicata logistica. Non ultimi, i ragazzi dell’Enaip che hanno fatto una preziosa esperienza “sul campo”. Tutti guidati dalla competente, appassionata regìa di Tiziano Duca che ha voluto regalare alla sua Pozzuolo questa grande opportunità, all’interno della quale si è vista pure una significativa collaborazione con i partner austriaci che, «nell’anno del 50° anniversario del terremoto del Friuli – aveva sottolineato il vicegovernatore Mario Anzil nella serata inaugurale -., richiama la solidarietà transfrontaliera messa in pratica in quella difficile circostanza». Nove anni, insomma, tutti da incorniciare. Per cui arrivederci alla decima edizione. Che continui il Progetto Puccini o si passi a un altro “mostro sacro” della lirica, sarà comunque una grande, bellissima festa!
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In copertina e all’interno immagini dell’ultima rappresentazione di “Madama Butterfly” a Pozzuolo dove tutti i protagonisti assieme al maestro Tiziano Duca sono stati molto applauditi.
